Tanti
auguri a me
Mai stata auto celebrativa , in
buona parte per carattere, vuoi anche per motti/mantra con cui mi hanno
cresciuta e infine perché l’unica volta che ci ho provato, tra l’altro non con
quello scopo specifico, apriti cielo. Una
innocua proiezione di diapositive per cercare di ricordare le tappe della propria
vita e le amicizie, condita di tentativi di commento divertente (giusto per
fare un esempio,una foto di una me molto fiduciosa, sorridente, grembiulino
bianco d’ordinanza e cartella veramente assurda, accompagnata dalla frase “l’inizio
della fine” per ricordare il primo giorno di scuola) e mi sono sentita
rinfacciare di averla fatta per sottolineare impietosi confronti. Certo che il
mondo sia pieno ricolmo di stupidi l’ho scoperto presto, ma che questi stupidi
siano anche … lasciamo perdere e torniamo alle auto celebrazioni.
Oggi sarebbe giornata di bilanci
e con quelli ne ho anche troppa di esperienza. Quest’anno quindi li evito come
la peste, che poi a essere sinceri, io dico di evitarli, ma figuriamoci se ci
riesco. Resterebbero i buoni propositi, le aspettative, le speranze, ma i buoni
propositi mi son sempre naufragati, le aspettative le ho sempre disattese e
sappiamo tutti fin troppo bene che succede a chi vive sperando.
Che diavolo mi rimane da fare allora
? Certo, per prima cosa potrei evitare di scocciare il prossimo con questi miei
sragionamenti, ma per quello, potete sempre smettere di leggere e fare altro. Quindi
mi resta di cavalcare un po’ il viale dei ricordi, ma lo rimarco, ancora e
ancora, non per auto celebrarmi,ma per ricordare e non dedicarmi ad azioni più “dolorose”.
Nascere in Febbraio ha i suoi
lati positivi. Certo non puoi darti a festeggiare in mezzo alla natura a meno
che tu non voglia far sommergere i tuoi genitori di denuncie per procurata
influenza di massa, ma puoi giocarti la carta carnevale che è una bellezza.
Aggiungi che ti sono toccati in sorte due genitori scellerati e armati dei
migliori propositi e che travestirti ti è sempre garbato anche troppo e sei a
cavallo.
Se avessi avuto la faccia tosta
(e la bravura magari!) avrei fatto l’attrice, ve lo dico, la possibilità di
essere tante persone differenti, mi ha sempre fatta impazzire. Il carnevale per
una “vergognosa” cronica è un buon compromesso, aggiungiamoci che puoi
festeggiarlo a casa e vai di compleanni variopinti e improbabili.
Certo, i primi non erano così
audaci e creativi, erano ricolmi di una miscellanea assurda di invitati. Amici
di montagna, parenti, colleghi di lavoro, chi più o meno dotato di prole. Finiva
con scorrazzamento di bambini urlanti ovunque e con la sottoscritta vittima del
famelico “strizzamento di gota” da parte di tutti. Io ora son grande e ve lo
posso dire, vi avrei menato gente, strizzarmele piano le guanciottone no? “ma
guarda che musino questa bella bimba”, non è una formula magica che vi
autorizza a torturare povere bambine innocenti.
Man mano negli anni, i compleanni
si son fatti più variopinti e focalizzati. Agglomerati di compagne di classe,
chiassose e pronte a tutto o quasi. Chiacchiere, schiamazzi e giochi vari.
Costante era la domanda “ma viene anche tuo zio?...perchè altrimenti non vengo
mica!” e secondo voi dove le trovavi
poi? A gravitare intorno allo zio, come tante falene intorno alla luce, lì,
civette e svenevoli a farsi agguantare al volo … e era solletico … o barbie
agguantata e decapitata. Allora via, imboccavano di rincorsa il corridoio
urlanti e si salvi chi può. Un anno, purtroppo, a salvarsi non fu di certo il
povero camper della barbie. L’unico maschietto che aveva avuto il coraggio di
presentarsi al mio compleanno,lo lasciò incustodito per darsela a gambe al
volo, proprio sulla strada di una mandria impazzita di ragazzine che scappava
urlante dal sopracitato zio che minacciava decapitazioni di massa (di bambole
si intende). Fu una cerimonia struggente quella che accompagnò la sepoltura di
quel camper, era l’unico veicolo della bambolina americana che non fosse rosa,
ma piuttosto spartano e sportivo, lo rimpiangerò per sempre.
Poi pian piano vennero introdotti
i coriandoli, coriandoli che vennero ritrovati a intervalli più o meno regolari
ad ogni pulizia quotidiana o di pasqua che fosse per anni e anni. Mia madre non
lo confesserà mai, ma non si è mai pentita così tanto di aver detto di sì a
qualcosa … oddio … a parte il sì fatidico … di quello proprio non si capacita ancora
(lo sappiamo donna Flavia che vi volete bene!). Il massimo storico però lo
raggiungemmo alle medie. I miei compleanni divennero ufficialmente
carnevaleschi. Il che presentava diversi aspetti intriganti, io e i miei
potevamo sbizzarrirci e chi noleggiava il vestito per le feste scolastiche lo
sfruttava più a lungo. In più, finalmente, i maschietti non avevano più il
terrore di presentarsi in casa nostra, anzi, si erano accorti che potevano
godere di infinite libertà (compreso un assaggio di spumante rigorosamente
brut, in casa sempre stati liberali noi!) , cibo (di nostra produzione e non)
in abbondanza e una accozzaglia alquanto strana di oggetti con cui perdersi
(dai minerali, alle piccozze, passando per chissà che altro). Così, tra un
improbabile mascheramento e un altro (strega con lo splendido cappello a punta
fatto dai miei, scienziato pazzo con i coni fatti con i miei capelli da una
folle parrucchiera, punk, imbianchina, alpinista con tanto di scomodo casco e
ancor più scomoda imbracatura con tanto di moschettoni annessi, mio alter ego
fumettistico) i miei genitori sempre assai permissivi ci dettero l’autorizzazione
di usare stelle filanti e neve finta spray. Ideona, sul serio. Neanche dieci
minuti e il salotto si trasformò nella più improbabile pista di pattinaggio mai
vista, ma ci divertimmo da matti e sviluppammo la non sottovalutabile abilità
di mangiare salatini e pasticcini mentre scivolavamo rovinosamente a terra.
Il desiderio di mascherarsi e
creare e improvvisare si è protratto negli anni. I compleanni sono stati
trasformati in intere giornate e notti di occupazione selvaggia di casa e i
miei vecchietti sempre più permissivi hanno ogni volta fatto la valigia
fiduciosi, per poi venire a controllare la mattina dopo che la casa fosse
sempre in piedi. Si sono spinti oltre ad essere sinceri, hanno mentito,
spudoratamente, con diversi genitori quando la situazione lo richiedeva. Son
cresciuta in tempi in cui i pigiama party si stavano appena affacciando in Italia
e certamente la presenza promiscua di maschi e femmine era da considerarsi uno
scandalo! Ma ci siamo divertiti, che riproducessimo il mitico ballo di dirty
dancing (io sono piuttosto improbabile come sostituto di Patrick , oddio, i
passi mica mi venivano male, ma indossare una camicia, jeans nero e farmi la
coda, pessimo tentativo di sembrare un maschietto credetemi!...e quando qualche
anno dopo ho aggiunto i baffi per interpretare un detective della polizia,
arrivando a fasciarmi il seno strettamente,..tentativo ancor più pessimo,ma si
sono scompisciati dalle risate in diversi!), che giocassimo una terribile
partita di trivial pursuit (perché la capitale della Corea non è Corea city … non
esiste!...in più continuare a canticchiare “fatti una pera” non aiuta la
concentrazione!), che girassimo pessimi gialli/horror, che improvvisassimo
partite a poker (dopo aver rischiato di essere investite da un tir … quando l’ addetta
alla guida è imbranata e le si spenge la macchina nel bel mezzo di un incrocio
sull’aurelia !...e tu ti vedi arrivare un enorme tir sempre più addosso e
ripeti freneticamente “rimetti in moto, rimetti in moto, rimetti in moto!”) o
che ci bisticciassimo letti,divani e tappeti per poi finire tutti aggrovigliati
e molto più promiscui del sospettabile nel più scomodo dei posti possibili. Ci
siamo veramente divertiti perché francamente, anche solo vedermi indossare l’abito
da sposa di mia madre per i diciotto anni, merita, perché per fortuna mia madre
si è sposata col meno probabile e più azzurro degli abiti da sposa, ma certamente uno dei più
anni 70 e rimettermelo a distanza di anni è stato assurdamente divertente!
Tutto questo “rigirio” di
discorsi è per questo quindi, per ricordare tante risate e per farmi gli auguri
… Tanti Auguri Puce !
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