domenica 29 gennaio 2017

Il mio periodo nativo americano


NELL'ARCO DI ROCCIA


Con le gambe incrociate me ne sto seduta in un arco di roccia
Roccia rossastra roccia viva roccia che finalmente posso toccare
Spingo le mie mani su di essa accarezzo la roccia che finalmente sento mia
Cerco di vivere il suolo che sta sotto di me intorno a me
Sopra la mia testa ancora pietra ancora rossastra
La posso percepire da lassù mi cinge dall'alto per proteggermi
Circondata sui quattro lati del mio corpo dal vuoto che sta dentro l'ampio arco di roccia
respiro l'aria che riempie questo vuoto
la faccio penetrare nei miei polmoni giù nelle mie viscere
perché questo spazio questo luogo questo mondo sia anche mio
Con gli occhi chiusi ascolto il silenzio attendendo una visione
Resto immortale ed eterno nell'arco di roccia
Poi distinguo lontano il grido del corvo che avverte il mio cuore
Poi ancora distinguo lontano il grido dell'aquila che parla alla mia anima
Così mi stacco dal mio corpo
Sono fuori di me e guardo il mio involucro seduto con le gambe incrociate
nel grande arco di roccia
Ora che la mia anima è aria
osservo il mio corpo seduto ed immobile che respira a pieni polmoni
la visione
Continuo ad ascoltare l'aquila mentre mi rimpossesso del mio involucro
Apro gli occhi nell'istante in cui sono di nuovo in me
Guardo gli infiniti spazi di fronte a me intorno a me
Seguo con lo sguardo tutto l'arco di roccia
Finalmente sono parte di questo
Finalmente sono parte di tutto questo infinito sono parte di questa natura
la vivo la sento fuori e dentro di me
Percepisco la roccia ogni piccola pianta ogni piccolo animale
Percepisco il cielo e la terra
 Posso vivere questi elementi
Posso vivere con questi elementi
Mi sento in tutta la natura

mi sento viva in lei e con lei





DANZA

Danza, danza sulla nuda terra arida
Disegna magici cerchi nell'aria con le tue braccia
Muovi sinuose le gambe sotto la leggera veste
Danza sulla nuda terra arida senza lasciare tracce
Solleva polvere con i tuoi agili piedi scalzi
Scuoti il tuo corpo in frenetiche convulsioni
Rendi omaggio al ritmo
Danza, danza sulla nuda terra arida
Traccia ora mistici disegni nell'aria con le mani e le braccia
Agita il tuo corpo in fluide flessioni sotto la tua leggera veste
Godi dell'infinito spazio che ti circonda
rincorrilo
riempilo per intero
Accarezza l'aria per soggiogarla a tuo piacere
Danza, danza sulla nuda terra arida
Godi della natura
del suo e del tuo essere
Fonditi in essa
donati a lei
Fiamme salgono dalle viscere attraverso le crepe dell'arido terreno
Danza, danza ancora sulla nuda terra arida
E le fiamme
divamperanno dalle viscere sulla superficie
Ma la tua pelle vellutata non arderà
solo il tuo cuore sarà logorato dal fuoco
Ma tu continua a danzare
a danzare sulle fiamme delle viscere
Non smettere mai
Danza fino a perdere fiato
fino a squagliare la tua anima
...
dissolvi il tuo essere




CIELO

Il cielo è l'oscuro manto di un nero lupo
Le stelle sono iridescenti corallini d'argento
La luna è un pallido sole
privato dei suoi raggi
Il vento è un leggero soffio
che accarezza la pelle
un fruscio musicale fra le foglie
Il silenzio è rotto solo dal
dolce parlare  del gufo
Sono solo nella notte
e parlo con le stelle
che mute dal cielo mi rispondono
Vedo praterie e bisonti
fra questi il volto di un vecchio
Lunghi sciolti capelli grigi
Il petto scoperto
i lunghi pantaloni di pelle
Al collo il sacchetto delle erbe
ai piedi consunti mocassini
Mi guarda con occhi severi
Mi parla con le mani
Il suo volto è stanco
il petto ha ceduto agli anni
Ma i suoi occhi sono vivi
e mi rimproverano
Non mi parla più con le mani
Prende il sacchetto delle
erbe e lo apre
Le getta su me
e quando le foglie
secche toccano il
terreno si formano
cavalli che corrono
 verso di me
veloci
Mi passano vicini
alzando polvere
Corrono oltre me
lontani veloci
Il vecchio addolcisce
lo sguardo
Sorride impercettibile
scompare
Il vento è un leggero soffio
che accarezza la pelle
un fruscio musicale fra le foglie
La luna è un pallido sole
privato dei suoi raggi
Le stelle sono iridescenti corallini d'argento
Il cielo è l'oscuro manto di un nero lupo






MI SENTO FELICE

Chiedo all’aquila
Di cantare per me
Chiedo al lupo
Di ululare per me
Chiedo agli antenati
Di pregare per me
Su questa alta cresta
Osservo i boschi
Le vallate
Osservo la prateria
Lontana
Ardere sotto il sole
Cocente
Sono parte di questo
Infinito splendore
Ora lo sento
Mentre il vento
Mi sussurra
Nell’orecchio
Il suo refolo d’amore
Mentre la terra
Mi inebria dei sui vitali
Profumi
Sono parte di questo
Infinito splendore
Sono figlia del vento
Sono figlia
Della terra
Mentre scendo a valle
Mentre torno da
Mia sorella
Dai miei
Genitori
Sento la forza
Della natura
Scorrere in me
Sento la forza infinita
Della vita
Scorrere in me
Io sono chi è venuto
Prima di me
Io sono chi verrà
Dopo di me
Mi sento felice





AQUILA


Fammi volare
Portami via di qui
Fammi sollevare da questa terra che amo tanto
ma che tanto mi fa soffrire
Fammi volare con te fra le nuvole bianche
Strappami al dolore con i tuoi artigli
Fammi vedere le praterie e le montagne e le valli ed i fiumi dall'alto del cielo
Per poco strappami al dolore con i tuoi artigli
Fammi guardare la terra dall'alto
ed allora mi sembrerà di soffrire meno
Fammi volare sospinta dalle correnti
insieme a te
amica aquila
Fammi planare sui canyon
Fammi respirare l'aria pura e fresca delle altitudini celesti
Portami con te nel cielo
amica aquila
Dammi un po’ della tua forza del tuo coraggio
Dammi i tuoi occhi vigili e profondi
Dammi il tuo cuore giusto
Prestami le tue ali possenti e fammi volare via dal dolore
Insegnami la forza delle correnti celesti
Poi riportami sul suolo
Fa che i miei piedi posino ancora sulla terra che tanto amo
e che adesso mi farà soffrire meno
Perché ho volato con te
amica aquila
Perché ora conosco il potere delle correnti celesti
Perché ora posso sollevarmi anch'io in volo
e posso vedere la terra che amo dall'alto
e posso vedere che le sofferenze che mi infligge
non sono niente
in confronto
alla tua meraviglia
amica aquila
ed alla meraviglia delle correnti celesti







L’ORLO DEL MONDO


Sono seduta sull'orlo del mondo
Le gambe incrociate
sulla rossa coperta
Lo sguardo lontano
oltre l'orizzonte conosciuto
Cerco di ritrovare qualcosa
qualcosa che ho perso
qualcosa che forse mai ritroverò
Scruto l'infinito spazio che mi si apre di fronte
Vago nella prateria
accarezzo i piccoli roditori entrando nelle loro tane
Mi perdo nel cielo
dietro l'aquila consigliera e vigile
con lei mi lancio decisa sulla preda
l'afferro lacerando la carne con gli artigli
volo lontana verso il nido
Un lupo mi si avvicina
mi osserva penetra la mia anima con lo sguardo
poi lento si allontana per sempre
Gli occhi mi dolgono
non riesco a scorgere ciò che ho perduto
Il sole accecante cede  in languore
La roccia si sfuma in mille diverse
tonalità
di rosso
La terra si fa arancio
mentre un misterioso alito di vento
la solleva in improvvisi coni di polvere
Respiro lenta attendendo la visione
di ciò che ho perduto
Sforzo ancora lo sguardo
per andare oltre tutto ciò
che sono stata
oltre tutto ciò che mai sarò
Adesso anche il coyote
mi rende omaggio con la sua vita
ma io continuo a non capire
continuo testarda a cercare qualcosa che sia
oltre
ma oltre che cosa
La notte cala
la temperatura si abbassa
il mio corpo sembra non esistere più
Nella notte mille occhi mi osservano
La luna si nasconde dietro una nube
Le stelle restano mute
L'alba mi scopre esausta
quasi vinta
Il sole sempre più accecante
 socchiude i miei
occhi
chiude i miei occhi
Nel buio dentro me
ecco la visione
Ciò che ho perso è sempre stato qua
vicino a me
nascosto nelle mie viscere

Con se la soluzione 




ORSO

Un anno fa proprio in questo giorno
io l'ho incontrato
Ero nel bosco a caccia di prede
Con i muscoli tesi ascoltavo
il silenzio
Gli occhi penetravano il fogliame in cerca
di vittime
Poi ho scorto qualcosa di marrone
Da troppe lune ero lontano da casa
non ero più molto attento
Con passi silenziosi mi sono avvicinato ai margini
di una radura
Con mano decisa ho scansato le ultime foglie
Lui era là
Grande maestoso ferito
affamato
Io ero di fronte a lui
vittima cacciatore
entrambi
Mi ha guardato e si è sollevato sulle zampe posteriori
mostrando artigli micidiali
Poi ha posato a terra le sue armi
Ora io dovevo scegliere
Ho posato arco e frecce fra noi
ho riposto il tomahawk ed il coltello
Lui mi ha guardato di nuovo
Con occhi profondi è entrato in me cercando
e trovando la mia anima
Abbiamo cacciato insieme
come fratelli
Oggi come allora
lui è di fronte a me
Quando scanso gli ultimi rami
ci guardiamo
Insieme ci incamminiamo sul sentiero
di caccia
fratelli nella vita






 RUSCELLO

L'acqua del ruscello scorre soave
portando con se la sua musica
Intorno verde rigoglioso
Maestosi gli alberi del bosco
Timidi i primi fiori di primavera
Gli animali si risvegliano e richiamano
In un giorno come questo ho cercato
la mia sposa
L'acqua del ruscello scorre soave
portando con se la sua musica
Nell'aria il profumo della vita
una vita che si risveglia
dal torpore invernale
In un giorno come questo ho trovato
la mia sposa
Ho passeggiato con lei lungo il ruscello
donandogli il mio cuore
ringraziando le generose divinità
L'acqua del ruscello scorre soave
portando con se la sua musica
In un giorno come questo è nato
mio figlio
Un giorno in cui la natura
sembra nascere
per la prima volta
Quando uomini ed animali
si osservano
rispettosi
e
pacifici
Un giorno in cui si può solo tributare la vita
ed il suo scorrere
In un giorno come questo vedo
mio figlio cercare
della sua sposa e
trovarla
In un giorno in cui
l'acqua del ruscello scorre soave
portando con se la musica






SOGNANDO UNA TERRA LONTANA

Sogno di una terra lontana
una terra grande ricca
una terra di contrasti
Sogno infinite praterie
nelle quali attendere il tramonto
Sogno enormi archi di roccia
dove sedersi ad attendere una visione
Sogno grotte irreali e magiche
in cui giocare con la luce e ascoltare la propria anima
Sogno alti obelischi di pietra
nelle cui ombre nascondersi
Sogno di ascoltare il malinconico ululato del lupo
il gracchiare del corvo che parla alla mia anima
il grido dell'aquila che mi risveglia dal torpore
Sogno di respirare l'aria di questi luoghi
vivendone la natura
Sogno di poter così far parte di questa infinita terra
Sogno di ascoltare il silenzio di questi luoghi incontaminati
per poter percepire antichi canti di antiche tribù
e poter percepire un tempo passato ed il suo brusio
ora di vita serena
ora di crudele sottomissione
Sogno il riscatto di un popolo ancora fiero
Sogno di una pace che non riesco più a trovare
Sogno di luoghi magici che forse un giorno
mi sarà dato di visitare
e vivere
Ora posso averli solo dentro di me
ma un giorno finalmente vivrò nella loro spiritualità
con la loro infinita saggezza





TRAMONTO

Sono in una terra lontana in una terra che non è la mia
Resto in piedi in una desolata prateria aspettando il tramonto
Ascolto il silenzio per carpirne ogni piccolo segreto
Ascolto il silenzio di questo luogo per conoscerne
i ricordi
Percepisco antichi canti di un popolo umiliato
un popolo antico deriso e massacrato da una nuova e sciocca etnia
Sono canti che celebrano una natura finalmente amica
Il tramonto è arrivato inondando il cielo di rosso
rosso sangue di un popolo stremato
rosso sangue di un popolo ancora fiero
Ora è giunta la notte
ora è giunto l'ululato del solitario lupo
Anche il lupo è stato massacrato
anche il lupo è stato deriso
anche al lupo hanno cercato di strappare la terra
anche il lupo è ancora fiero
Il suo ululato malinconico riempie il cielo
cacciando via il rosso sangue di un popolo che lotta per sopravvivere
Sono ancora in questa prateria desolata
resto in piedi ad ascoltare il silenzio
Inizio a vedere in lontananza
immagini di un tempo lontano
di un tempo che non sarà più
Sento il rumore di un periodo felice sostituito dal chiasso della distruzione
Sulle guance scorrono lacrime di rammarico e tristezza
Mi sento responsabile perché impotente
Mi sento di essere in una terra vicina e mia
perché ne rispetto la natura le tradizioni
e chi l'ha sempre vissuta
Rispetto un antico popolo mutilato ma fiero
Rispetto il lupo che con il suo ululato riempie il cielo di malinconia
ma i cuori di coraggio

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