sabato 28 gennaio 2017

Specchio

Lo specchio appannato
È ciò che non riesco
a scorgere
La mano che passa un panno
è il tentativo di indagare
me stessa
nell'apparire del mio viso
Triste tirato pallido
stanco di non scorgere niente
in occhi vuoti e spenti
La mano che lascia il panno per
posarsi su quel volto provato
è l'amore
è la voglia di comprendere e confortare
Allora lo specchio si illumina
ma non di luce fredda e artificiale
sono i miei occhi che vanno oltre se stessi
attraverso il loro riflesso
verso ciò che ho dentro
Cercano in ogni mio luogo nascosto la
mia vera essenza
Trovano ricordi dolci e amari
scovano piccole grandi paure
rimorsi sconforto voglia di
riscatto
Ci sono quasi dimenticati tanti piccoli
sogni
mille desideri soffocati
Di colpo la rivelazione
la scoperta della mia unica vera essenza
Sono niente di più niente di meno
di ciò che voglio
veramente

essere


Questa pseudo-poesia l'ho scritta diversi anni fa in occasione di una folle festa della donna festeggiata in casa con la più assurda delle accozzaglie femminili che potesse venire in mente a me e donna Flavia. Pseudo-poesia a cui sono particolarmente legata...la sento mia...la sento senza ombra di dubbio una parte piuttosto ingombrante e rivelatrice di me. E' un inizio...è il giusto inizio.

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